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Atti dei convegni
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INFANZIA A RISCHIO
IN FAMIGLIE SMARRITE:
QUALE SITUAZIONE?
QUALE PREVENZIONE?
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INFANZIA A RISCHIO
IN FAMIGLIE SMARRITE:
ALCUNE RISPOSTE
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INFANZIA
A RISCHIO IN FAMIGLIE SMARRITE:
ALCUNE RISPOSTE
LIA TRANCANELLI
Madre affidataria, "Le
querce di Mamre", Cenerente (Perugia) |
L’intervento
di Lia Trancanelli è il racconto emozionante di una coniugalità
veramente generativa, che, illuminata e fortificata da una Fede non
comune, irradia i suoi effetti di vera Vita, andando anche oltre la
morte del marito, che si è presentato al Padre celeste con l’umile e
serena consapevolezza di aver speso bene i propri talenti, offrendo il
sorriso ritrovato di tutti quei bambini che hanno trovato accoglienza
nella sua casa.
La sua esperienza di mamma affidataria è iniziata subito dopo il
matrimonio e dopo la nascita del primo figlio: In accordo con il
marito e il figlio, fu presa la decisione di aprire la propria casa a
bambini in situazioni di disagio profondo, provenienti da famiglie con
problemi e patologie, sulla base di una motivazione -“per avere Dio in
casa tutti i giorni”- che, nella semplicità delle parole, è
testimonianza di Carità e di Fede profondamente vissute nel quotidiano.
I primi bambini a entrare nella sua casa sono stati due fratellini,
maschio e femmina, di 4 e 5 anni, provenienti da una famiglia con dodici
figli, tutti abbandonati a se stessi, tanto che i piccolini non erano
nemmeno abituati a masticare, perché nessuno glielo aveva insegnato.
Erano bambini che esprimevano tutto il loro grave disagio per lo stato
di abbandono con manifestazioni di asocialità e, nella bambina, con
crisi epilettiche, superate poi nel giro di tre anni.
Poi venne una bambina somala, poi un bambino Down: altri sei ne sono
seguiti, e cinque ancora sono “in famiglia”; inoltre svariati bambini
sono stati “in transito” per brevi periodi.
Le storie di tutti i figli adottivi di Lia Trancanelli, tutte diverse,
perché ciascuno è stato accolto, amato ed educato per ciò che era, e “ha
dato più di quanto abbia ricevuto”, hanno però un denominatore comune:
l’esplicito riconoscimento che l’accoglienza non è facile, non mancano
le sofferenze e le preoccupazioni, e solo l’affidarsi a Dio, come umili
strumenti della sua paterna provvidenza consente di non perdere mai la
fiducia e di proseguire nell’opera intrapresa e di riconoscere che i
genitori affidatari hanno ricevuto dai bambini, in Grazia, più di quanto
abbiano dato in impegno, sacrificio, carità e amore.
Lia Trancanelli non si stanca di ripetere che tutto ciò è stato
possibile perché ci si è affidati con fiducia alla sequela di Cristo:
L’aiuto ci viene dal Vangelo: come Gesù ha lavato i piedi ai discepoli,
insegnando a farlo anche a noi, così l’amore va espresso con i fatti, e
nella disposizione di ringraziamento al Signore. Ognuno di noi è
chiamato a collaborare al progetto di Dio, mettendo i propri “cinque
pani e due pesci”, su cui la potenza Divina può innestare i suoi frutti
di Grazia.
Oggi la “casa” di Lia Trancanelli è una struttura allargata
costituita da quattro nuclei familiari (due famiglie e due persone,
una consacrata e una laica); una piccola comunità di accoglienza
temporanea per minori e famiglie in gravi difficoltà, con sede a
Cenerente, Perugia. Si chiama Le querce di Mamre, ed è retta, come
Associazione ecclesiale, da un proprio statuto, che prevede, per
esempio, la preghiera comunitaria (il Rosario quotidiano); la
condivisione economica; il mantenimento di una casa sempre disponibile
per accogliere famiglie in difficoltà gravi; accoglienza di ciascuno
secondo il proprio ruolo o professione.
Continua ad accogliere, su segnalazione della Caritas o per
provvedimento del tribunale per i minori, soprattutto bambini e madri in
difficoltà, per brevi permanenze oppure per sempre, come è accaduto per
cinque dei nove bambini direttamente in affido a Lia.
L’affido familiare esprime grande capacità di dono e di gratuità;
permette al minore di vivere due famiglie, una in crisi, cui si dà tempo
per imparare la tenerezza, la genitorialità, affiancata dalla famiglia
affidataria, che così sostiene sia il minore sia la famiglia d’origine.
Il rapporto che si instaura, pur potendo prolungarsi per anni, è
temporaneo, e si sviluppa secondo un progetto sostenuto da un’équipe di
operatori. L’affido è “un’avventura possibile”, stabilito dal Tribunale
per i minori, ed è regolato da una specifica legislazione [vedi legge
184/1983 e legge 28 marzo 2000.]
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SAPERNE DI PIU' |
INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE
LA BIBBIA, Genesi,18, 1-33; Il Vangelo di Giovanni, 6, 1-15; 13, 1-20.
CARLONE U., Le strutture residenziali per minori: il quadro nazionale e
quello umbro,
in QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA,
Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei
bambini, Guerra ed., Perugia 2001.
I servizi residenziali e semiresidenziali per minori, Indirizzi
regionali per l’attuazione della legge 285/97 Estratto DCR n. 559 del
24/6/1998,
in QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA,
Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei
bambini, Guerra ed., Perugia 2001.
[il testo integrale è consultabile all’indirizzo
www.regione.umbria.it/infanzia].
TABELLE STATISTICHE [fonte: QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E
L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA, Infanzia in Umbria. Dati e analisi
sulla condizione delle bambine e dei bambini, Guerra ed., Perugia 2001].
tab. 23: Minori presenti nelle strutture residenziali per motivo
dell’inserimento, età: Umbria, 1999
tab. 29, 30, 31: Minori presenti nelle strutture residenziali per tipo
di provvedimento dell’autorità giudiziaria per sesso, età, provenienza.
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